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Giudizio complessivo 7.2/10 come funziona?
giudizio basato su 4 recensioni
Gli utenti che hanno provato il locale dicono:
PRO: Bell'ambiente; gentilezza; bel posto; cura dei dettagli
CONTRO: Nessuno; tutt'al più
RILEVAZIONE MEDIA DEGLI UTENTI
CUCINA 10 AMBIENTE 9 SERVIZIO 10 PREZZO 30-47 €
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Recensioni su Al Pugnalone ***

Cucina: 10
Ambiente: 10
Servizio: 10
Globale: 8 su 10
recensione scritta il 31 08 2009
PRO: bel posto    CONTRO: nessuno
Un lunedì di un afosissimo agosto ci imbarchiamo per Acquapendente per andare a conoscere, dopo tanto che volevamo farlo, il ristorante Al Pugnalone, di Mara e Francesco. Il ristorante si trova al centro del paese e non appena si entra si ha la sensazione di un luogo bello, ben messo, curato nei particolari, e in ultimo, essendo tutto in pietra, la sensazione di fresco ti pervade subito. Mara e Francesco ci accolgono con molto calore, ci riservano un tavolo in una nicchia tutta per noi e da qui inizia l'avventura. Si inizia col prosecco di benvenuto, si prosegue con un bicchierino di spuma di pecorino con cialde e poi, su consiglio di Mara optiamo per antipasti di salumi vari del territorio e uno sformato di ricotta con verdure. Come sempre sono poco precisa perche' piu' che ricordare esattamente cio' che abbiamo mangiato, nei dettagli e particolari, il ricordo prevalente va all'insieme del pranzo, dal posto al cibo, al vino. Ottimo il mio raviolo grande alle melanzane e gli spaghetti alla gricia/carbonara. Ottima la tagliata chianina, decisamente sfiziose le costatine di agnello lavorate da Francesco con estrema sapienza, e a detta di un altro commensale, spettacolare il secondo di coniglio. Mara consiglia un vino bianco del territorio che non pensavo fosse cosi' gradevole. Si termina con i caffè e passiti. La sensazione di benessere è tutta nostra e questo significa che abbiamo mangiato molto bene, siamo stati trattati ancora meglio e che i signori Sacco ma soprattutto Francesco è un vero artista come qualcun'altro lo ha definito. Bravi ad entrambi e grazie ancora di tutto. A presto di sicuro.
Prezzo rilevato
50 €
Cucina: 10
Ambiente: 8
Servizio: 8
Globale: 8 su 10
recensione scritta il 24 09 2008
PRO: Bell'ambiente, gentilezza, cura dei dettagli.    CONTRO: Un pò troppo fuori mano...
Scomposta di pesce e scomposta di carne servite in due bicchierini tanto per cominciare ad aprire lo stomaco, a seguire, sempre serviti dentro dei bicchierini con l'ausilio di cucchiaini lunghi da dolce una lumaca avvolta in crosta di pancetta ed una polpetta di crostacei entrambi su crema di ceci del solco dritto (della zona di Valentano), qui si comincia già a fare interessante ma siamo ancora all'inizio. Dopo poco arrivano i piatti, tutti con forme molto originali e scenografiche che ben si prestano alla presentazione dello chef che ci ha "coccolati" per tutto il tempo accompagnando con la sua spiegazione ciascuna pietanza che non è mai composta da più di cinque ingredienti; petto di quaglia glassato al balsamico con cipolle di Tropea (delizioso) e sarda caramellata all'arancia con germogli di barbabietola (forse si sentiva troppo l'aceto della sarda comunque buono). Millefoglie di patata viterbese con lardo di cinta senese (o toscana), miele del Monte Rufeno con tempura di basilico e riduzione di uva nera (eccellente ed equilibrato, nessun sapore prevale sull'altro e vista la semplicità una vera chicca, il lardo poggiato sulle patate non troppo calde in modo da cominciare appena ad ammorbidirsi ma senza perdere consistenza e gusto), Fagottino di salmone biologico delle Shetland farcito con mozzarella di Montefiascone, salsa al lime zenzero e zafferano, (anche questo equilibratissimo ed ottimo l'accostamento con la salsa che oltre a dare colore al piatto ne esalta i sapori). Creme caramel ci zucca gialla con uovo di quaglia su leggero zabaione di formaggi di grotta aquesiana (molto gustoso e goloso, saporito e leggero), carpaccio di polpo con tagliatelle di tonno del mediterraneo con germogli misti e riduzione di cioccolato (il piatto che mi ha convinto meno anche se ben eseguito, l'accostamento tra le tagliatelle di salmone ed il carpaccio di polpo l'ho trovato un po' "forzato", le materie prime in ogni modo freschissime). Ora il piatto che ho preferito di più: Prosciutto di tonno affumicato con fico mielato e gambero in tempura, salsa all'uovo, salsa al curry, maionese di pomodoro e salsa di liquirizia (eccellente: l'accostamento è ottimo tra il dolce estremo del fico, la sapidità ed il "fumo" del prosciutto di tonno, ho gradito il gambero con le salse descritte, molto buono ed originale), scaloppa di foie gras in crosta di pistacchi di Bronte su tempura di mela verde (molto saporita, buono l'accostamento con la mela).Finalmente arrivano i primi: paccheri all'uovo con ricotta e mozzarella di bufala su passata di pomodori scatoloni di Bolsena (da farci la scarpetta) e su guazzetto di totani, calamari, vongole veraci e menta (anche qui un gran piatto con un ottimo accostamento, la menta appena accennata si lascia sentire nel retrogusto arricchendo l'insieme). I secondi: scrigno di chianina con cuore di funghi porcini nostrani su fagioli del purgatorio di Gradoli e salsa al pesto di pomodori essiccati (si scioglie in bocca, ottimo), tagliata di tonno cotta su piastra di sale dell'Himalaya con fagioli del purgatorio di Gradoli e salsa di cioccolato (materie prime eccellenti, ma ho preferito il secondo di carne). Finalmente i dolci: creme caramel alla vaniglia con pesche caramellate alla cannella e soffiato al mascarpone con spuma al caffè. da leccarsi i baffi! Insomma bene, bravi, bis! Un'esperienza da ripetere grazie alla gentilezza la simpatia ed il servizio. Pagato 100 euro in due con una mezza di Verdicchio dei castelli di Jesi, acqua minerale, caffè e dolcetti finali.
Prezzo rilevato
30 €
Cucina: 8
Ambiente: 8
Servizio: 10
Globale: 8 su 10
recensione scritta il 02 08 2008
PRO: una splendida sorpresa gastronomica    CONTRO: tutt'al più, le due ore di distanza da Roma
Da un weekend organizzato per gli amici di Menù di Roma, ecco la recensione del pranzo. Le splendide fotografie dei piatti, realizzate da Stefaniav, si possono ammirare sul forum: http://forum.menudiroma.com/index.php/topic,4758.0.html . Apparecchiatura semplice ed elegante. Arrivano subito i grissini fatti in casa con vari pani, al nero di seppia, con l'uvetta, con le olive, semplice, che mangeremo con gusto. Ci viene offerto un aperitivo Ca' del Bosco e la bottiglia viene lasciata in un Cestello DI ghiaccio (non "per" il ghiaccio, ma proprio di ghiaccio), con hibiscus inglobati, molto scenografico. A seguire, è stata aperta una bottiglia di Est est est Poggio dei Gelsi Falesco. A seguire, una serie di assaggi di antipasti tutti prodotti al momento dalle mani amorevoli di Francesco: Crema di carote e peperoni con ghiacciata al limone e gamberone avvolto nel lardo di cinta senese: uno spiedino tenerissimo. Parmigiana di mare con aria di cozze: una spuma leggerissima sopra una parmigiana che solo al secondo assaggio rivela il suo sapore. Millefoglie di polpo e patate con germogli di rafano e maionese di pomodori (l'olio usato è di Canino): un piatto tipico della tradizione marinara italiana, rivisitato e ingentilito. Caprese di salmone con le sue uova, con mozzarella di bufala di Montefiascone (lo sapevate che lì ci sono le bufale?): un cilindro a strati, dove il sapore del salmone si fonde con quello della mozzarella e del pomodoro. Tartare di tonno con le mele e pesche con salsa ai frutti rossi e zafferano: le mele si ossidano e anneriscono in dieci minuti, un antipasto così non può che essere freschissimo Straccetti di baccalà al finocchietto con panzanella di pane al pomodoro e arancio con riduzione di aceto balsamico e cioccolato: due bocconi di baccalà sapido ma non salato, appoggiati sulla panzanella. Timballo di farro (del pungolo) con fiori di zucca e farina di ceci (del Solco Dritto) e calamaretti: l'antico cereale romano, unito a un leggerissimo fiore di zucca fritto e ai calamaretti Cannolo croccante con ricotta e mozzarella di bufala con passatina di pomodoro, menta e vongole veraci: un mini-cannellone gustosissimo Pavè di rombo su pizzaiola cruda (con cipolla di Tropea e capperi in pastella) Predessert: Cappuccino ai lamponi (forniti da F. Prudenzi, fiduciario della condotta locale di Slow Food) Dessert Triplo: zuppa inglese, spuma al caffè (quella che mi è piaciuta di più) e millefoglie di cioccolato Valrhona con arance candite. Sarò banale, ma tutto ha rivelato una mano sicura e innovativa. Mara, che si vanta di non saper cucinare, è stata un'ospite gentilissima e attenta a descriverci tutto quanto arrivava in tavola. Francesco, imponente nella sua tenuta di cuoco, è venuto a trovarci più volte, spiegandoci i perchè delle sue varie scelte. Il cameriere bravissimo e attento. Il prezzo era stato concordato ma non dovete aspettarvi molto di più. Andateci, è a due ore da Roma, vale una bellissima gita domenicale e NON dite che vi abbiamo mandato noi: rimarrete ancora più stupiti dalla qualità, dalla freschezza e dalla gentilezza!
Prezzo rilevato
35 €
Cucina: 10
Ambiente: 10
Servizio: 10
Globale: 10 su 10
recensione scritta il 01 05 2008
di catmond
PRO: ingredienti di primissima scelta inclusi nel menu    CONTRO: troppo poco del loro ottimo pane con ricotta
Il miglior ristorante dell'Alta Tuscia, senza dubbio. Il ristorante e' splendido, ricavato da un antico palazzo signorile, con meraviglisa fontana interna, lo chef Francesco e la caposala Mara ci hanno accolti con affabilita', professionalita' e simpatia. Il cibo e' divino, ricercato e con materie prime sensazionali, tutte dettagliate nel menu. Il pane e' squisito, caldo e fatto in casa (peccato che non abbiamo potuto avere un secondo cesto del pane alla ricotta perche' era finito). Ugulamente fatti in casa e al momento sono gli splendidi dolci, non perdetevi la chance di provarli tutti con il piatto selezione dello chef. C'e' anche un'elegantissima sala privata, ma noi eravamo solo in tre, quindi non abbiamo potuto mangiarvi, proveremo un'altra volta con un gruppo piu' numeroso. Note finali: e' stato bello mangiare nello stesso ristorante con Marco Marzocca (Zelig) e per una cena cosi' a Roma si spenderebbe almeno il doppio, ammesso che la si trovi.
 
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