L'hostaria sorge proprio in questo quartiere, l'antica Suburra, uno dei rioni più antichi di Roma. È nei rioni, infatti, che nascono le osterie: luoghi d'incontro del popolo che, dopo il lavoro, si ritrovava per bere il vino dei Castelli Romani e mangiare il cibo che spesso rappresentava il proprio salario, portato all'osteria perché l'oste lo cucinasse al momento. I romani, dediti all'agricoltura e alla pastorizia, traevano dalla terra i carciofi, apprezzati già dagli etruschi, insieme a cicoria, rucola e funghi provenienti dai boschi dei Castelli Romani. Dagli allevamenti di pecore e maiali arrivavano invece il pecorino e l'abbacchio, da sempre protagonisti indiscussi delle tavole romane. Solo in epoca moderna, con l'apertura del mattatoio nel 1890, si diffuse l'uso delle frattaglie bovine, da cui nacquero ricette oggi celebri come la coda alla vaccinara e la trippa alla romana.
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