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Insegna 'Da Meo Patacca' sopra un ingresso ad arco con luce arancione e una ruota di legno accostata al muro.In alto una targa scura con la scritta bianca 'DA MEO PATACCA' sovrasta un ingresso ad arco con porte in legno scuro. Sotto l'arco, addossata al muro, si trova una grande ruota di legno, mentre a destra si intravede una nicchia con alcuni piccoli quadri incorniciati. Una lanterna è appesa in alto a sinistra e rami secchi pendono dal soffitto sopra l'ingresso. La scena è illuminata da una luce calda arancione.
TrastevereCucina Italiana€€

Meo Patacca

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Da sessant'anni, nel cuore di Trastevere, il ristorante "Da Meo Patacca" è un'icona di Roma e un pezzo vivo della sua storia popolare. Nato come osteria nella cornice di Piazza dei Mercanti, il locale affonda le radici in un'epoca in cui le piazze romane erano il centro della vita sociale: qui, nell'Ottocento, nacque la tradizione delle lunghe tavolate domenicali, dove famiglie, amici e conoscenti si riunivano per mangiare, bere e cantare insieme. A Trastevere questa usanza contribuì a preservare un'identità popolare unica, raccontata da autori come Gioacchino Belli e Trilussa. In quell'atmosfera autentica, fatta di convivialità e semplicità, generazioni di artisti e scrittori trovarono ispirazione a contatto diretto con il popolo romano. Oggi, grazie ai nostri chef, ai camerieri e all'orchestra stabile, portiamo avanti con orgoglio quella stessa tradizione: buona cucina romanesca, una cucina povera nell'origine ma ricca di carattere, che eseguiamo ancora oggi con precisione e rispetto per la tradizione popolare. Ogni angolo del locale racconta questa storia. I camerieri vestono ancora oggi in costume d'epoca, ricreando l'atmosfera di una locanda romana dei primi dell'Ottocento, mentre ogni sera musicisti professionisti eseguono canzoni romane, napoletane e romanze d'opera. Anche le sale hanno ciascuna la propria storia da raccontare: la "Prima Sala", con vista sulla cucina, dove amava cenare il divo hollywoodiano Charlton Heston; la sala "Gallo Cornuto", con il suo storico camino, sovrastata dal "Palchettone" illuminato da un lucernario d'epoca; la sala "Bar", con il caratteristico American Bar; il grande "Cantinone", con le sue enormi botti incastonate nei muri e l'antico torchio ottocentesco; e infine la sala "Teatro", un tempo soprannominata "Purgatorio", che durante la dolce vita ospitò serate di jazz d'autore con artisti come Bill Coleman, davanti a un pubblico che contava tra gli abituali un habitué d'eccezione: Marcello Mastroianni.

Cosa si mangia qui
Bucatini all'amatricianaCarbonaraGrigliata di carnePollo alla romanaSaltimbocca alla romana
Ideale perGruppi numerosiBambini benvenuti

Meo Patacca, chi ci è stato racconta

Non stelline anonime: la voce vera di chi si è seduto a questo tavolo.

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